News - ST.ART all' Ibis Styles Palermo - Da parcheggio a galleria di street art contro le mafie Hotel Palermo

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ST.ART all’ Ibis Styles Palermo – Da parcheggio a galleria di street art contro le mafie

Una street art gallery a cielo aperto contro l'illegalità e le oppressioni all'Ibis Styles Palermo

Palermo, 1 marzo 2014 – Cinque le opere dipinte su circa 800 metri quadrati di muro, sette gli artisti protagonisti di un progetto quasi titanico, meno di una settimana di tempo di lavoro per completare tutto e un unico filo conduttore: cercare di rappresentare la lotta alle mafie, alle cosche a alle tirannie attraverso una forma d’arte non convenzionale. Tra i vicoli del quartiere Borgo Vecchio, in quello che era un parcheggio prima in mano all’illegalità e all’abusivismo, è nata una vera galleria en plein air di street art presentata questa mattina alla città. A fare da “palco” il parcheggio, ora utilizzato per i clienti dell’Hotel Ibis Styles.

Un progetto ambizioso quello dell’albergo di via Francesco Crispi, inaugurato lo scorso 23 luglio grazie alla scommessa dell’imprenditore catanese Salvo Zappalà, da molti anni impegnato nel settore turistico/alberghiero e del tour operating e che ha portato a Palermo una  nuova filosofia: uno stile architettonico sobrio ma dai colori vivaci, che ha trasformato in elegante promenade quella parte di “Cala” un po’ sbiadita degli ultimi anni. Adesso una nuova pennellata di colore. Dopo aver preso in gestione il parcheggio alle spalle della struttura (40 posti gratuiti per i clienti dell’hotel). L’obiettivo non era certo semplice: utilizzare l’arte di strada per veicolare un messaggio, riqualificare un luogo degradato e restituire uno spazio tolto arbitrariamente alla cittadinanza.

“L’Ibis Styles Hotel Palermo promuove una rassegna di street art, con l’obiettivo di offrire spunti di riflessione alla società civile siciliana – spiega Zappalà - oggi più che mai invasa dalle massonerie, dalle caste politiche e dalle cosche mafiose. Agli artisti selezionati è stato chiesto espressamente di rappresentare, secondo la loro visione, tutte le forme di sopraffazione provenienti dall’illegalità che, per usare un neologismo, vogliamo definire MASSOCASTECOSCHE. Ci fa piacere dire che abbiamo già ricevuto la richiesta di alcune scuole di venire in visita in questo parcheggio per spiegare ai giovani, attraverso i colori e i disegni, tematiche importanti che sono ancora un tabù”.

Corn79, Mrfijodor, Hunto, Dms, Mister Thoms, Sed1e Rosk. Sono questi i “tag” dei sette artisti, provenienti da varie parti d’Italia ma anche dall’estero, che hanno firmato le cinque opere realizzate sul muro di cinta del parcheggio. Diverse le tecniche utilizzate, diversi anche i messaggi veicolati.

Ci sono i colori vivaci e le figure astratte disegnate da Hunto scelte per sottolineare la speranza e l’ottimismo nell’umano nonostante il soffocamento della tirannia e delle mafie.

Nella progettazione di Corn79 e Mrfijodor , invece, l’ispirazione è all’intellettuale e vittima della mafia Pippo Fava. Sia per ricordarlo nel trentennale della sua morte ma, soprattutto, per citarlo spandendo il suo messaggio: «A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?».

E ancora. Dms mescola più elementi. I tiranni, le loro motivazione, le grandi multinazionali… non c’è un volto comune.  Affrontato anche il tema dell’universo femminile: davanti a tante ingiustizie sofferte da parte della maggioranza delle donne trattate come un oggetto e gettate via.

L’opera di Mrsthoms e Zed1, invece, è un mostro tentacolare alimentato dall’omertà della gente, illusa da una falsa libertà che li riduce soltanto a uno stato di morte.

Infine i volti e le mani disegnate da Rosk sembrano quasi uscire dalla dimensione bidimensionale del muro. “La libertà è un dovere… – scrive – quando si sente forte l’obbligo morale di essere liberi nel corpo e nella mente secondo una legge interiore, non scritta dagli uomini ma insita nella stessa essenza dell’essere umano”.